Domani usciremo di casa per crescere

I bambini sono spugne. E a volte ce ne dimentichiamo. Le loro antennine sempre tese captano non solo le cose che dici ma anche (e soprattutto) quelle che non dici, e a volte anche quelle che non  sai, perché tu pensi a correre mentre loro pensano a te. Martina fa mille domande, è chiaro che sta cercando di capire come funziona il mondo: cos’è il famigerato “lavoro”. E se prima rispondere in modo sincero e coerente era facile, adesso lo è un po’ meno:  certe risposte non le ho. Perché alcune persone devono lavorare e altre no? Per guadagnare i soldini, dico io? E perché certe persone hanno più soldini e altre meno? E poi quel “devono” che sembra innoquo e che spesso è nelle mie risposte…   stamattina ho capito che su quel DOVERE devo fermarmi, devo lavorare su me stessa per darle risposte migliori.

– Mamma perché devi andare al lavoro?

– Perché devo guadagnare i soldini per comprare le cose che ci servono

– E anche papà?

-Sì

– E anche la nonna Titti?

– Sì

– Anche se non vuole?

– Sì

– Mamma, chi è la tua maestra? Mi fai vedere una foto?

Si capisce che è preoccupata. E se è preoccupata per me è perché in qualche modo ha percepito la mia ansia di questi giorni. Oggi non voleva andare all’asilo. Ha simulato un attacco di tosse. E io l’ho esortata un po’. Alla fine ha smesso di fare i capricci e si è lavata in fretta. E’ scesa per le scale lentamente, silenziosa e appena fuori mi ha detto:

–  Mamma io vado all’asilo così guadagno i soldini.

E io mi sono messa a ridere.

– Perché ridi?

Le ho risposto con un abbraccio ma avrei dovuto risponderle che sì è vero. Andando all’asilo anche lei fa la sua parte per la famiglia. Ma non è solo questo. Avrei dovuto spiegarle meglio che al lavoro non si va solo per i soldini, non dovrebbe essere così. Si lavora anche perché è bello, si imparano tante cose nuove, si cresce. Avrei dovuto spiegarle che il lavoro non è solo sacrificio e stanchezza ma anche gioia e soddisfazione. Ma stamattina non ho avuto la risposta pronta . L’ho solo abbracciata. Domani le spiegherò tutto. Anzi domani non ci sarà bisogno di spiegare,  le sue antennine dovranno sentire non solo il dispiacere, la fatica che faccio a separarmi da loro ma anche la voglia di andare a fare qualcosa di bello per noi.

(1, dicembre 2009) su Splinder.  Un vecchio post che ogni tanto ritorna.


Comments
3 Risposte to “Domani usciremo di casa per crescere”
  1. Alesatoredivirgole ha detto:

    Ciao, bellissimo post ! Oltre che bel sito e argomenti interessanti !
    Anche il sottoscritto, sbaglaindo, ha sempre risposto mettendendo in primo piano il fatto che “vado al lavoro per prenderei soldini che ci servono per…” .
    Allo stesso modo giustifico le consulenze extra lavorative che mi portano a fare notte fonda.
    Ho spiegato in vari modi che ciscuno, in famiglia, ha responsabilità e doveri differenti, ma ovviamente anche diritti.
    Ripensandoci però, non ho mai detto loro che il mio lavoro mi piace, che le consulenze che mi portano a fare sacrifici e stanchezza mi danno, nonostante tutto gioia, soddisfazione e modo di imparare davvero tanto.
    Anche NOI abbiamo avuto crisi da mal di pancia da asilo, ecc con commenti tipo “se oggi stai a casa con me e non ti danno i soldini non compro il gelato …”. Devastante e spiazzante !
    Cercherò di rimediare … e, alle prossime domande del tipo “ma tu che lavoro fai che non ho ancora capito?” risponderò che faccio un lavoro che che richiede tanto impegno, un lavoro che mi appassiona, un lavoro che mi dà la possibilità di imparare tanto, un lavoro che ho scelto e che mi piace.
    I soldi, spesso, sono una comoda scusa un po’ per tutto … ma, per fortuna, non pe ri nostri bimbi.
    Davide

  2. Antonella Peschechera ha detto:

    🙂 peró quanto è difficile… Tre anni dopo sono qui ancora a lottare contro il tempo e a correre per tenere tutto in equilibrio. Non rinunciò peró, non sarebbe giusto per me e per loro.

  3. Alesatoredivirgole ha detto:

    Difficile, ma necessario … Per quanto riguarda il tempo: sono cresciuto sentendo spesso il vecchio adagio “il tempo e’ denaro”, crescendo ho invece capito che il tempo e’ innanzitutto … vita!
    Teniamo duro e cerchiamo di non “cadere”
    🙂

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