Il futuro, dentro e fuori Google+

Sto frequentando posti nuovi, dentro e fuori la rete: Google+ e un nuovo posto di lavoro. Parole chiave: attenzione, persone nuove, cerchie, community, serendipity.

Di Google+ hanno parlato in molti, e le posizioni per ora sono molto diverse: dagli entusiasti che vedono vicina la fine di Facebook, agli scettici delusi che da Google si sarebbero aspettati di più. Da quelli che di FaceBook ce n’è uno, e basta, a quelli che “chi non ha un account Gmail?”

Io sto studiando, ma per ora quello che ho visto mi piace. E credo che in Google+ ci spenderò del tempo. Questo video sintetizza molto bene:

Mi ha fatto riflettere un post di Gianluca che fa un’analisi che in parte condivido:  è vero avrebbe potuto essere meglio: ma la ricerca di persone sulla base di interessi comuni, quella c’è e si chiama Sparks. Solo che questi contenuti bisogna condividerli.  Non parla con Twitter, ancora, e questo è grave. Non mi permette di ricreare la mia rete partendo da una rete che già ho, come per esempio fa Instagram, e questo è grave. La parola “cerchia” sarà anche corretta ma  è brutta, vero. E tante altre cose che avrebbero potuto essere migliori.

Però: però secondo me il paragone con FB non regge. Perchè Google+ è un’altra cosa. A me sembra che il focus di Google+ non siano “gli amici”, piuttosto i follower/following: la possibilità di scegliere di seguire senza essere seguiti e di essere seguiti senza seguire. Cosa che funziona benissimo in twitter e friendfeed, quella possibilità di ampliare i tuoi orizzonti, di allargare il tuo raggio ai following dei tuoi following in una logica di contenuto  e di fiducia nelle persone che segui.

Questo è qualcosa di vecchio per chi frequenta twitter, e soprattutto friendfeed (che però è ormai usato da pochi e solo in Italia), ma di nuovo per i tanti che a twitter ancora resistono. E che, si vede, stanno sperimentando. Evviva. Evviva le mie amiche “normali”, che non usano twitter nonostante la mia personale campagna di sensibilizzazione, eppure mi hanno chiesto l’invito in G+ e l’altra sera durante la serata gallina si son fatte spiegare per filo e per segno. Evviva tutte le persone che non conosco e che mi hanno aggiunto alle loro cerchie, chissà perché. Evviva il  focus sulla “condivisione” più che sulla “relazione”, sul contenuto, più che sull’amicizia.  E’ vero c’era già. Ma non era per tutti. Adesso sì. Non più solo geek e persone “diversamente normali” come me, per dirla con le parole di Alessandra, che è responsabile di questo post per avermi invitata su G+, e che qui fa un’analisi più puntuale e precisa di questa.

Io non so cosa succederà a G+, ma so quello che sta succedendo a me: tra i top referrer sites di questo blog (i siti che portano più traffico) Facebook è sempre stato in cima alla lista, appena sotto Twitter. Da questa settimana il mio top referring site è Google. Questo qualcosa vorrà dire. Molti (blogger) sono disorientati da tutte queste nuove persone, facce, nomi che ci accerchiano.

Il sogno di ogni blogger è questo: capire chi sono e cosa pensano  le persone in ascolto, quelli che sono troppo timidi o troppo di fretta per commentare. Google+ serve anche a questo: seguire qualcuno è psicologicamente meno “impegnativo” che richiedere un’amicizia. Seguire qualcuno è semplicemente  dare quel qualcuno un briciolo di fiducia, che ne so. Seguire per essere seguiti, mah forse quello non funziona più. Ma seguire per essere degnati di uno sguardo diamine, quello dovrebbe funzionare ancora. Anche se l’attenzione, oggi giorno, è cosa troppo ambita da tutti e sempre più difficile da regalare (monito per me).

Da tre settimane lavoro in un posto nuovo, che come Google+ è fatto di persone, cerchie, contenuti, spunti. Un posto in cui bisogna orientarsi, scegliersi. Ricominciare da capo. A me quel “ricominciare da capo” (sia online che offline) piace. Perchè anche se costa fatica (e tanta), è una grande opportunità: un potente antidoto alla fossilizzzione, una spinta a crescere.

In entrambi i posti nuovi che sto frequentando nelle ultime tre settimane ho incrociato persone che fino a ieri non erano nessuno, e che domani chissà. Persone che scoprirò , se sarò brava, con l’attenzione, la curiosità e una buona dose di serendipity: quel trovare per caso qualcosa di prezioso, mentre stavi cercando tutt’altro. Persone che faranno di me una persona diversa.

Dentro e fuori da Google+, io ho bisogno di viverle, le persone e le cose, prima di giudicarle. E anche dopo, il mio giudizio non è mai definitivo. Dentro e fuori da Google+ bisogna prestare attenzione. Essere curiosi. E dare tempo.

“Pay attention. It’s all about paying attention. Attention is vitality. It connects you with others. It makes you eager. Stay eager” Susan Sontag

 

Comments
18 Risposte to “Il futuro, dentro e fuori Google+”
  1. Panzallaria ha detto:

    come sempre sai sintetizzare molto bene sentimenti che io riesco solo confusamente a provare. grazie per questa analisi e riflessione. anche a me di google + piace molto il twitter style e anche io penso che non si debba per forza essere amici per seguire gli altri, detto questo, ancora non so bene cosa farmene di tutte queste cose. Mi spiego: temo che il troppo equivalga al nulla e di perdermi nel mare magnum delle segnalazioni, viceversa di diventare troppo ridondante. Forse è presto, forse dobbiamo solo capire come si muoverà l’ecosistema digitale e chi usera cosa per quale motivo….un saluto panz

    • Antonella Peschechera ha detto:

      Grazie Panz! Hai ragione, il troppo euivale al nulla. Credo che stia a noi porci un obiettivo nell’utilizzo di ciascun social network, e usarlo di conseguenza. Il rischio di perdersi e di perdere tanto tempo è altissimo. Leggi il post di Alessandra Farabegoli che ho linkato, lei se l’è fatta una sua personale griglia nell’utilizzo dei sn, e credo sia utile per noi ma anche per chi come noi deve guidare altri e aiutarli ad orientarsi nell’ecosistema digitale.

  2. Antonella ha detto:

    Hai espresso perfettamente le cose che io penso ma non so esprimere e di questo ti ringrazio. L’unica cosa su cui dissento è che “cerchie” sia brutto… io le mie cerchie le adoro e non le battezzerei in alcun altro modo 🙂

    • Antonella Peschechera ha detto:

      Quel che ho capito è che ci sono due fazioni inconciliabili: i cerchisti e i cerchiobottisti 🙂 . Non ci si può fare nulla: è come le more o le bionde? Per me cerchia aveva un’accezione negativa… avrei preferito circoli. Ma ci si abitua a tutto… Grazie a te per il commento.

    • Happy ha detto:

      Me Encanta Esta Canción Ya Que Mi Papa Y Mi Mama me la dedicaron ya que Casi Nunca Están Con Migo.. Y Recuerdo Esos Momentos en que me hubiera gustado que estuvieran con migo que me ayudaran aunque sea en una tarea y por eso me encanta y ahora ellos se dan cuenta de que ya no soy una niña sino ya una sea8aritÃoa&#±230; que dios bendiga micho a este grupoo..

  3. confucio ha detto:

    Se sei una persona interessante, sicuramente gugol+ ti ha gia’ chiuso il profilo. Se non è ancora successo, chiediti cos’hai sbagliato.

  4. Daniela ha detto:

    Grazie per il post, dovrebbero ringraziarti anche i ragazzi di Google 😉
    Al di là di questioni di labeling (pensa che a me “circoli” fa pensare a un gruppo di anziani che beve allegramente grappa), continuo a sentire ostico questo nuovo strumento. Forse è per il fatto, come citi tu, che è poco connesso con i SM più usati, forse è perchè non ho ancora avuto modo né tempo di usarlo – sono in vacanza, non saprei. Davvero.
    Ma mi hai dato un nuovo spunto per studiarlo.
    Anzi, ora vado a metterti in una mia cerchia, se ci riesco!

  5. Antonella ha detto:

    Appunto! A me circolo piace proprio pe quello 🙂
    Sul resto tutto vero, anche per me non è semplicissimo e ogni giorno c’è un mistero in + da capire, ma un po’ è il mio lavoro, in po’ son curiosa, un po’ non sono ancora in vacanza, e uin po’ le cose che ho scritto… Insomma mi interessa e ci vedo grandi potenzialitá.
    I ragazzi di Google non mi hanno ancora telefonato, ma se dovessero farlo gliene direi 4. Ragazzi bella prova, avete le potenzialitá ma dovete applicarvi di piú 😉
    Ad esempio questo post l’ho pubblicato a cerchie estese, adesso ho cambiato idea e vorrei renderlo pubblico. Come diavolo faccio? Non mi dite che devo ripubblicarlo annoiando i miei circoli estesi!

  6. Aliceher ha detto:

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