Back2Basics: un ovetto sbattuto

 

Ogni tanto ho bisogno di un ovetto sbattuto. Qualcosa di semplice, energetico, buono, che mi tiri su e che mi restituisca la carica e il senso.

Back to basics è stato l’ovetto sbattutto di cui avevo bisogno: un incontro a cui ho partecipato venerdì 20 maggio all’interno dell ‘Officina della Comunicazione, organizzato da alcune tra le persone che, in materia di comunicazione, web e marketing, mi hanno insegnato di più. (Se volete guardarli in faccia li trovate sulla pagina FaceBook di Back2Basics)

Essere online è scegliersi. Scegliersi sulla base dei contenuti, ma anche dello stile, del modo di vivere la rete.  Il gruppo di back2basics era affiatatissimo perchè (si capiva) loro si sono trovati e scelti così. E anche io ero lì perchè ho scelto. Il fastidioso faro che accecava i relatori impedendo loro di vedere noi giù dal palco, non è riuscito a creare il tipico distacco palco-platea, ne a rovinare il feeling.

Mi è piaciuto il tono, lo stile delle presentazioni, i contenuti, molti dei quali già in qualche modo sono transitati su questo blog: il marketing del cuore di @mafe, il minimarketing senza trucchi e senza inganni di @gluca e il common sense (facile a dirsi difficile a praticarsi) di @alebegoli. Il focus continuo sulle cose importanti: i contenuti, le relazioni, il buon senso,  tutto molto back2basics appunto. Come e perchè lo racconta bene Mafe de Baggis nel suo ultimo No Logo

Lascio qui qualche appunto e qualche tweet, molto parziale perché ahimè mi sono persa gli interventi del pomeriggio. In parte ho recuperato via twitter (qui tutti i tweet congelati da @lallodola, e qui la sua bella sintesi).

Barbara Sgarzi ha fatto qualche interessante riflessione sull’importanza dil saper scrivere in rete e sulla possibilità di imparare a farlo in modo efficace. Saper scrivere non è solo saper scrivere, è anche conoscere i meccanismi della rete. In sintesi la regola principale è Do Your Best and Link to the Rest, come spiega anche nel suo ultimo post.

“Fai quello che sai fare meglio, cerca di essere originale, tutto il resto linkalo e regala ai lettori la possibilità di uscire, di scegliere”

Nel link sta la rivoluzione del contenuto in rete: il link è la possibilità di rendere giustizia alle fonti, di regalare qualcosa a chi ci legge,  di arricchirlo, di intrecciare il nostro contenuto ad altri, in una rete di senso  che lo rende migliore. Mentre scrivo io ho l’opportunità, e il dovere credo, di dare e te che stai leggendo la possibilità di uscire a farti un giro e pazienza se non tornerai:  non sarò stata nelle tue corde o semplicemente questo post non era ciò di cui avevi bisogno ora. Ma se tornerai e arriverai alla fine di questo post infinito, allora sarà amore vero (e reciproco).  Come scriveva @mafe è per questo che si scrive online: per trovarsi. E come scriveva Luisa Carrada:“Se leggo qualcosa che mi piace spero che sia lungo e approfondito”.

Nella presentazione di Barbara altre riflessioni su falsi miti, scrittura e SEO:

L’intervento di Alessandra Farabegoli mi ha ricordato una cosa che io personalmente troppo spesso dimentico: che non devo dare niente per scontato. Dobbiamo avere l’umiltà, la capacità e la voglia di metterci sempre nei panni della persona che abbiamo di fronte. Un esempio:

“Il feedreader è uno dei segreti meglio conservati dagli addetti ai lavori” @alebegoli #back2basics

E invece, quante volte i “saputi” della rete prendono in giro (perculano) chi non ne sa.  Chi è in azienda fa un lavoro che non è il nostro, siamo noi che dobbiamo spiegare, formare, informare, aiutare. Non ridacchiare dell’ignoranza altrui in una materia che è nuova per (quasi) tutti e cercare invece di essere pratici  diretti e di rendere le cose semplici. Questo “rendere semplici le cose complicate” ad Alessandra viene sempre molto bene, è questo lo spirito con cui ha scritto e messo a disposizione della rete il suo prezioso ebook Common sense dispenser. Questa la sua presentazione, al solito basic ed efficace. Mi è piaciuta molto la parte “far di conto”: saper leggere i dati di accesso al sito, cosa che non fanno, o fanno in modo creativo.

Anche Alessandra sottolinea l’importanza per un’azienda di avere persone che sappiano scrivere (saper scrivere nel senso di cui sopra) “Hire the better writer”.

Gianluca Diegoli ha paragonato la rete oggi al villaggio medievale. Qui la sua presentazione self explaining: Villaggi di ieri, villaggi di oggi.

Villaggi di ieri, villaggi di oggi

Aggiungo una cosa sola sottolineata da Gianluca: in questo villaggio l’insegna è importante: l’insegna non è il banner, è la Adwords.  L’insegna mi aiuta a trovare prima e con meno fatica quel che sto cercando, non mi sbarra la strada cercando di vendermi qualcosa che non mi serve.
Peccato essermi persa gli interventi del pomeriggio, a giudicare dai tweet meritavano. So che non è lo stesso ma tutte le presentazioni  le trovate qui .

Nota sul titolo di questo post: il titolo di questo post è deliberatamente seo-free: l’ovetto sbattuto rendeva bene l’idea… se sei arrivato qui cercando la ricetta della sublime cremina di tuorlo e zucchero e sei arrivato alla fine del post: tu sei un mito: scrivimi!

Per te: un tuorlo d’uovo freschissimo, tre cucchiaini di zucchero (se sei molto giù anche 4) sbatti con quello che vuoi finché non si scioglie completamente lo zucchero, più sbatti più è chiaro, più è buono (io lo preferisco giallo chiaro ma puoi fermarti prima).  Goditelo. L’ovetto finisce sempre troppo presto, ma la carica dura per un po’.

Essere a back2basics è stato rigenerante: un ripasso del perchè siamo, sono, qui, un punto su cosa sto facendo, perché lo sto facendo e per chi. Un ri-scegliere il lavoro che faccio.

 

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    13 Risposte to “Back2Basics: un ovetto sbattuto”
    1. Alessandra scrive:

      Anche questo post è un ovetto sbattuto 🙂

      • Antonella scrive:

        Bene! se sbatto troppo dimmelo è 😉

      • Jimmy scrive:

        Your’s is a point of view where real intlleigence shines through.

      • Belo texto Tas.Belíssima história.Sua competência e qualidade são exemplos para todos os mal educados jornalistas e blogueiros do Brasil que se acham os estrelas e não passam de babacas mal humorados.

      • Hey Jasmine!I’ve never thought about streusel without butter. It can probably be omitted, but you’ll need some other sort of fat to serve as binder for the flour and sugar. I would think you could do it with a little oil. Try it and see — then get back to me with the results!Cheers and thanks for the note, – Joe

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        di arcano o esotico, ma ciò che si conosceva prima dei farmaci di massa. Non è invicibile, ripeto, ma se ho mal di pancia, preferisco prendere un infuso piuttosto che inserire nel mio organismo composti chimici aritificiali.Ecco: ora mi spieghi bene cosa significa la frase nerettata.

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        Aninha,Realmente, eu acho a embalagem minuscula e tem que aplicar bastante para cobrir o rosto todo. Não dá para “esticar”, ele simplesmente não funciona assim. Tinha que ter embalagem 2 litros kkkk.Tô usando muito o BB cream no lugar da base e aqueles protetores base no dia a dia. São mais leves, mais práticos e costumam ficar mais sequinhos. No caso do BB Cream, eu só passo pó no meio do dia, nem para selar eu passo!

    2. Daniela scrive:

      Brava Antonella, come sempre.
      Una nota: GRAZIE per la ricetta dell’ovetto, e se ti dicesssi che non l’ho mai provato? non vedo l’ora 😛

    3. Bello bello… Ti leggo spesso, non commento spesso. Oggi sì. Bello.

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    Guarda quello che dicono gli altri...
    1. […] Grazie in particolare ad Antonella Peschechera, che ci ha dedicato un bellissimo post “Back2Basics: un ovetto sbattuto“, e a Daniela Costantini “lallodola” che ha pubblicato una tempestiva e completa […]



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