Un padre

“Credo d’averlo già detto. Sono figlio di un fornaio. Prestino e commestibili. La parola “forno” vuol dire per me uno stanzone ingombro di sacchi, con un’impastatrice meccanica sulla sinistra e di fronte le mattonelle bianche del forno, lasua bocca che si apre e si chiude, mio padre che impasta, modella, inforna e sforna. Per me e per mio fratello, che ne eravamo ghiotti, egli curava ogni giorno in special modo una dozzina di panini di semola doppio zero che dovevano essere molto abbrustoliti.
L’ultima immagine che conservo di mio padre è quella di un uomo che tenta invano di scaldarsi la schiena contro il suo forno. E’ fradicio e trema. E’ uscito sotto il temporale per aiutare un gattino rimasto isolato tra le pozzanghere. Morirà dopo sette giorni di broncopolmonite perché a quei tempi non c’era la penicillina.
Ricordo le mani ma non il volto. E anche dell’uomo che si scalda contro le mattonelle tiepide non ricordo il volto ma le braccia: si abbruciacchiava i peli con un giornale accesso perché non finissero nella pasta del pane. Il giornale era la Gazzeta del Popolo. Questo lo so di preciso perché aveva una pagina per i bambini. Era il 1929.”

Gianni Rodari, Grammatica della Fantasia

Comments
3 Risposte to “Un padre”
  1. Mattia ha detto:

    molto bello … sembra un’altra Italia … un’altra cultura … grazie d’averlo pubblicato!

  2. Antonella ha detto:

    grazie a te Mattia. Un po’ è vero, ma un po’ no. Ce ne sono ancora di persone così. Stanno finendo, ma ce ne sono 😉

    • Clara ha detto:

      Alberto disse:Alguém esperava postura diferente de nossos governantes? Pelo menos a metade dos F2000 dos EAU estão pouco &##2d0;ro2ados&88221;. Melhor Mirage 2000-9 do que nada e ver nossa capacidade de defesa aérea sumir aos poucos. Vamos ser realistas.

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