Scrivere vivendo. Raymond Carver

Scrivere vivendo

“Inevitabilmente, visto che la vita è quello che è, ci sono anche stati grossi pezzi della mia vita che sono semplicemente spariti, lunghi periodi in cui non ho scritto narrativa. (Quanto vorrei poter recuperare quegli anni ora!) A volte passavano uno o due anni in cui non riuscivo neanche a immaginare di scrivere racconti. Spesso, però, riuscivo a impiegare un po’ di quel tempo a scrivere poesie e questo fatto si è rivelato importante perché scrivendo poesie ho evitato che la fiamma vacillasse e si spegnesse del tutto, come a volte temevo sarebbe successo. In qualche modo misterioso, almeno così mi pareva allora, sarebbe tornato un tempo in cui dedicarsi di nuovo alla narrativa. Le circostanze della mia vita si sarebbero aggiustate o perlomeno migliorate e il feroce desiderio di scrivere si sarebbe ancora una volta impossessato di me e avrei ricominciato.”

Raymond Carver

Comments
2 Risposte to “Scrivere vivendo. Raymond Carver”
  1. ivana brigliadori ha detto:

    Il tempo degli eroi , delle grandi gesta, dei grandi miti, dei grandi personaggi è finito e rimane allo scoperto una realtà difficile da riconoscere per le sue contraddizioni, le sue malvagità operate dall’uomo, ci vuole coraggio per descriverle.
    Una realtà che sembra surreale tanto é paradossale e grottesca.
    Cosa c’è di più realistico di un titolo:“Di cosa parliamo quando parliamo d’amore?” di Raymond Carver.
    Un cavaliere che, incapace di alzarsi da cavallo a causa della pesante armatura, aspetta immobile che passi qualcuno a trafiggerlo. Bisogna essere liberi e snelli, privi di pesanti impalcature ideologiche, bisogna saper cadere e subito rialzarsi, sbagliare e subito riprendersi. Questo è quello che deve insegnare la letteratura in un mondo senza più eroi. Questo insegna Raymond Carver.
    Penetra e scava nei sobborghi, nelle famiglie, nella cruda realtà degli emarginati e riesce a dire il non detto, il nascosto attraverso un uso della parrola che sgomenta. E’ per questo che oggi, chiunque e si appresta a scrivere un racconto, da qualsiasi parte del mondo, non può non fare i conti con lui e con il suo incredibile stile.

    • Antonella ha detto:

      Grazie Ivana per il tuo bellissimo, e verissimo commento. Vero. Non si può più scrivere come prima. Eppure si deve.

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