I genitori, i blog e il marketing

Il mio primo post è dell’aprile 2003. Non ero ancora una mamma ne avevo in “programma” di esserlo a breve. Di blog si parlava ancora poco e te li dovevi andare a cercare con il lanternino, non te li proponeva Google.

Eppure la decisione di aprire un blog, in me che da sempre avevo un diario con luchetto, è nata dopo la scoperta di questo incantevole “mommy blog”. Claire Robertson era un’illustratrice per bambini, che viveva in Australia, scriveva, disegnava. Poi è rimasta incinta. Ho seguito sul blog l’evoluzione della sua gravidanza, la nascita della sua bimba, il suo modo creativo di conciliare, maternità e lavoro. E di condividere tutto. Ho capito subito che non si trattava di “esibizionismo”, di gusto nel raccontare i fatti propri, ma di sincera e vera condivisione delle cose importanti, con persone “affini” che arrivavano lì per serendipity e capivano. La cosa che mi impressionava per quantità e tono erano i commenti, la partecipazione. Connessione virtuosa di cervelli (come scrive Mafe), e di cuori (come dico io). Oggi la figlia di Claire ha 8 anni, il mio primo blog pure e io nel frattempo sono cambiata tanto: ho due bimbi, un craftyblog un po’ trascurato (per fortuna lo tiene in vita la mia amica Supervane), collaboro con  Genitori Channel (una web tv per genitori “in crescita” di cui condivido taglio contenuti) e sono sempre alla rincorsa delle  cose che non riesco a fare.

Da allora i blog di mamme (e papà anche se più rari) ne hanno fatta di strada. Sono persino diventati una moda e le aziende li cercano, li contattano, li pagano. E ora, quelle mamme che hanno generosamente condiviso gratis, per la gloria, per la voglia di farlo, per gli altri, per generosità, i loro pensieri, le loro creazioni, i loro dubbi, beh ora si trovano a dover decidere cosa fare dei loro blog, si trovano a chiedersi (magari spinte da alcuni lettori maligni) è giusto avere uno sponsor? è giusto recensire un prodotto? Il marketing è una minaccia o un’opportunità? è buono o cattivo?

Io vorrei fare una riflessione: la moda passerà. Ma i contenuti no. Quelli resteranno. Sono quelli il cuore, l’anima e il valore di un blog. Non i numeri, non i ppc, non i fee. I contenuti sono la motivazione di un blog di successo. Sono il motivo per cui le persone tornano, e quindi sono il vostro principale fattore di “marketing”. Sono proprio quei contenuti che piacciono agli sponsor e piacciono perchè sono originali, sono personali, sono autentici. Sono veri e nascono dall’urgenza di condividere. Dalla voglia di essere d’aiuto ad altri. Non è nell’interesse di nessuno (dei blogger, dei lettori  ma nemmeno degli sponsor), toccarli, condizionarli, guidarli.

Come mamma, c’è un blog (e una blogger) a cui devo molto. Claudia mi ha inconsapevolmente indicato la strada, il mio modo di essere mamma dipende anche un po’ da lei: sul suo blog ho scoperto cos’è un mei tai (e come farselo), cosè l’attachment perenting, cos’è una scuola steineriania e cosa significhi essere “montessoriani”.  E ho ritrovato nel suo blog la gioia e la freschezza che mi avevano incantate in Loobylu. Ho trovato, come mamma, quello che cercavo, e sono rimasta.

Questo volevo dire alle mamme blogger che giustamente ne discutono e si preoccupano di “fare la cosa giusta” (che per ognuno di noi è diversa). Preoccupatevi di non “abbandonare” mai i vostri blog: di continuare a trovare il tempo per vivere e scrivere. Di pensare a come eravate, cosa pensavate  quando avete scritto il vostro primo post. E ricordate per chi lo avete scritto.

Se arrivano gli sponsor e vi permettono di dedicare più tempo ai contenuti, senza dover modificare troppi il vostro “piano editoriale”, se riuscite a rimanere voi stesse, a ricordarvi perchè vi siete lanciate in questa impresa, beh non preoccupatevi di nient’alto. Quali siano gli sponsor “giusti” credo non si possa definire a priori perchè la scelta etica è legata, appunto all’etica personale, alla sensibilità verso un tema, un problema e a mille altre cose.

Finché i vostri lettori (che poi sappiamo che sono più che lettori) saranno in grado di intercettare la vostra voce, il vostro stile e i vostri pensieri, finché funzionerà quella magica connessione di cervelli e cuori, di riconoscervi, beh allora non li avrete traditi.  Fregatevene di tutto il resto.

Che poi, credo che in pochi vivano di banner. Quindi forse potremmo pensare ad un modo nuovo di relazionarci con le aziende, un modo “virtuoso” per legare un brand ad un contenuto che possa arricchirlo. No?

Un articolo che vorrei condividere con voi e un invito.

Se vi va di parlarne di persona, insieme ad altri blogger alla manifestazione che si terrà a milano tra il 25 e il 27 marzo “Fa la cosa giusta”, vi invito qui.

Comments
3 Risposte to “I genitori, i blog e il marketing”
  1. Mamma F ha detto:

    è un piacere sentir parlare di contenuti e non di marketing e sponsor anche qui 🙂
    (e son d’accordo: MOMMIT è carinissimo)
    ciao!

  2. Alessia ha detto:

    Arrivo da Mommit, mi piace moltissimo quello che scrivi e sono assolutamente d’accordo con te, purtroppo non ero a Milano nel week-end scorso ma avrei voluto esserci!

  3. Antonella ha detto:

    Grazie Mamma F e Alessia 🙂 qui trovate il resoconto della chiacchierata e qualche intervista http://tinyurl.com/5sf3hbd
    Appena posso scrivo qualcosa anche qui. E vi invito fin d’ora alla prossima, ancora in gestazione. Grazie ancora!

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