Mai contenti

mai contenti

Tutti abbiamo dei maestri. A volte abbiamo la fortuna di riconoscerli subito e persino di incontrarli davvero.    Altre volte li scopriamo molto tardi, per caso, quando non siamo più in tempo per ringraziarli. E quando finalmente li troviamo, si incastrano come dei pezzi mancati nel puzzle della nostra identità culturale e ci “completano”, risuonano e condizionano ciò che da quel momento facciamo, pensiamo scriviamo.
Volevo che nel nome di questo blog ci fosse la parola magica contenuto. E mentre mi facevo rotolare sulla lingua la parola content content content… ecco che è spuntato fuori lui con i suoi occhialini rotondi, i capelli bianchi e la cravatta colorata buttata dietro le spalle. I bambini dormivano, e in punta di piedi sono andata a “rubare” questo libro dalla loro libreria. L’ho sfogliato, e non c’era più nulla da decidere ne da scegliere: Bruno Munari, un po’ per caso e un po’ no, ha dato il nome a questo blog.

Bruno Munari era un designer geniale, raffinato, colto che anelava con tutto se stesso alla semplicità. Per questo amava lavorare con e per i bambini. Il modo migliore per avvicinarlo è proprio sfogliare i suoi libri per bambini.
In fondo al suo Verbale Scritto c’è una bellissima autobiografia poetica.

 

All’improvviso senza che alcuno mi avesse avvertito

mi trovai completamente nudo in piena città di Milano
la mattina del 24 ottobre 1907.

Mio padre aveva contatti con le più alte personalità della città

essendo stato cameriere al Gambrinus.

Mia madre si dava delle arie ricamando ventagli.

Bruno Munari è stato premiato con il compasso d’oro con menzione onorevole dall’Accademia delle Scienze di New York e dalla Japan Design Foundation “per l’intenso valore umano del suo design”.

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